Nascono nelle Serre i dolci che piacciono a Mosca, Pechino e Tokyo

Sfogliatelle, tiramisù, babà, cannoli, cassate. Sono i mille e uno volti della pasticceria italiana, che negli ultimi tempi ha avuto un rilancio insperato

Sfogliatelle, tiramisù, babà, cannoli, cassate. Sono i mille e uno volti della pasticceria italiana, che negli ultimi tempi ha avuto un rilancio insperato. Così proliferano scuole, fiere, premi dedicati alle prelibatezze tradizionali e non. Che agli stranieri piacciono, eccome, visto che il settore contribuisce fortemente al successo del food made in Italy, che lo scorso anno ha fatto da traino al nostro export con un saldo di quasi 30 miliardi di euro.

Effetto Expo? Non solo. Il merito è delle piccole aziende del settore, in gran parte a conduzione familiare, in cui rientrano le oltre 43 mila pasticcerie che danno a lavoro a quasi 160 mila addetti. E che forniscono una quantità enorme di prodotti di qualità, provenienti dallo stesso territorio di appartenenza, riconosciuti dall’UE con i marchi Dop e Igp, o frutto di una rivisitazione della tradizione. Produzione che nel 50% dei casi sbarca all’estero, non solo nei Paesi dell’area euro ma anche in Russia, Cina, Giappone.


Anche la professione più dolce al mondo, quella di pasticciere, è tornata in auge. Buona parte degli studenti di Istituti Alberghieri, scuole e corsi di formazione prende la strada della pasticceria e trova subito lavoro nei laboratori, nei ristoranti e nei locali di mezzo mondo. Certo, molto si deve al titolo di Campione del Mondo conquistato dall’Italia lo scorso anno. Ma tanto hanno fatto anche le associazioni di settore e gli enti che da anni fanno un’opera capillare di promozione di tecniche e tendenze del variegato mondo dei dolci.


La sfida ai mercati internazionali parte anche da un paese di duemila anime delle Serre calabresi, Fabrizia, e da due fratelli, Edoardo e Antonio Carè che decidono di rimanere in Calabria puntando sulla pasticceria fresca, sulla produzione artigianale, sulle specialità e i prodotti della nostra terra. Nascono così i dolci al bergamotto, i peperini, con cioccolato e peperoncino, le produzioni con le bacche di goji prodotte a Taurianova, panettoni e colombe.

Oltreconfine hanno gradito e da qualche mese la produzione di Starlight Cafè ha preso il volo per i mercati di Russia, Cina e Giappone.


Edoardo, ci dici in poche battute cos’è Starlight Cafè? Che non è solo una pasticceria ma anche un concept, un progetto, un laboratorio dei sensi…

Starlight Cafè è nato sotto una luce diversa rispetto alle altre realtà imprenditoriali esistenti. L’idea di un locale che fosse il punto d’incontro tra diverse attitudini creative si è trasformato quasi naturalmente in un 

Pubblicato il: 18 May 2020

Enogastronomia

Lascia il tuo primo commento!

Inserisci il tuo commento